Selva Alta, la Serie A1 riparte da una specialità: scoprire i campioni prima del salto

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Da Hoang a Bellucci, passando per Kopriva, Svrcina e Trungelliti: negli anni lo Sporting Club Selva Alta ha portato a Vigevano giocatori di livello ATP che, in momenti diversi della loro carriera, hanno poi compiuto importanti passi avanti. Una caratteristica che rende particolarmente interessante anche la nuova stagione di Serie A1, al via il 4 ottobre.

C’è un filo conduttore che accompagna ormai da diversi anni il progetto dello Sporting Club Selva Alta. È la capacità di guardare al circuito professionistico non soltanto alla ricerca di giocatori già affermati, ma anche di tennisti che hanno il livello per arrivare in alto e che magari stanno ancora cercando il definitivo salto di qualità.

Una sorta di scouting internazionale che a Vigevano ha prodotto diversi casi interessanti. Giocatori scelti quando erano già competitivi nel circuito ATP e che, successivamente, hanno raggiunto ranking e risultati ancora più importanti.

È questo uno degli aspetti più curiosi della storia recente di Selva Alta, che domenica 4 ottobre tornerà in campo per una nuova stagione nella massima serie italiana.

Sei giornate per cominciare la nuova stagione

Il Selva Alta è stato inserito nel girone 3 della Serie A1 maschile 2026, insieme a Eur Sporting Club Roma, Canottieri Casale e Tennis Borgotrebbia. La fase a gironi prevede sei giornate, con gare di andata e ritorno.

Il calendario della formazione vigevanese è il seguente:

4 ottobre, ore 10
Eur Sporting Club – Selva Alta

11 ottobre, ore 10
Selva Alta – Canottieri Casale

18 ottobre, ore 10
Selva Alta – Tennis Borgotrebbia

25 ottobre, ore 10
Selva Alta – Eur Sporting Club

1 novembre, ore 10
Canottieri Casale – Selva Alta

8 novembre, ore 10
Tennis Borgotrebbia – Selva Alta

Tre appuntamenti dunque davanti al pubblico di casa e tre trasferte. La prima sarà subito fuori casa, sui campi dell’Eur Sporting Club, mentre l’esordio a Vigevano è fissato per l’11 ottobre contro la Canottieri Casale. La FITP ha confermato che la fase a gironi della Serie A1 2026 prenderà il via proprio domenica 4 ottobre.

La storia è iniziata dalla Serie C

Per capire quanto sia cresciuto il progetto Selva Alta bisogna tornare indietro di qualche anno.

Il percorso verso la Serie A1 è partito dalla Serie C nel 2011, con una programmazione costruita stagione dopo stagione. In soli otto anni il circolo vigevanese è arrivato fino alla conquista dello scudetto.

Il momento più importante è arrivato nel 2019, quando Selva Alta ha conquistato il suo primo storico titolo italiano di Serie A1 maschile. A Lucca la formazione vigevanese ha superato in finale il CT Vela Messina, al termine di una sfida decisa ancora una volta dal doppio di spareggio.

Quello scudetto rappresentò il punto più alto di un progetto che aveva puntato molto anche sulla crescita dei propri giocatori. Uno su tutti Filippo Baldi, vigevanese e prodotto del vivaio, accompagnato dal club fino alla Top 200 ATP.

Ma proprio intorno alla squadra di Serie A1 si è sviluppata negli anni un’altra caratteristica destinata a diventare quasi un marchio di fabbrica.

Roberto Marcora è forse il precedente che meglio anticipa questa filosofia. Entrato nel progetto Selva Alta già negli anni della scalata verso la Serie A1, nel 2018 era nel roster con ranking ATP n.303. Due anni più tardi, nel febbraio 2020, proprio mentre era uno dei punti di forza della squadra campione d’Italia, raggiunse il best ranking di n.150 ATP.

A Vigevano sono passati giocatori che poi sono saliti ancora

Il primo nome da ricordare è quello di Antoine Hoang.

Nel 2019 il francese arrivò a Selva Alta con un ranking già importante, numero 117 ATP, e fu protagonista della cavalcata verso lo scudetto. In semifinale contro il Park Genova aveva battuto per due volte lo spagnolo Pablo Andujar, allora numero 64 del mondo, contribuendo in maniera decisiva alla qualificazione alla finale.

Hoang rappresenta bene la filosofia del club: un giocatore già di livello internazionale, ma ancora con margini importanti di crescita. E proprio in quella stagione il francese avrebbe raggiunto per la prima volta la Top 100 ATP.

Poi sono arrivati altri nomi.

Uno dei casi più interessanti è Mattia Bellucci, che ha vissuto proprio negli anni di Selva Alta una fase decisiva della propria crescita. A fine 2023 il mancino italiano era numero 179 ATP; un anno dopo aveva già raggiunto il numero 103, entrando stabilmente nel gruppo dei migliori cento giocatori del mondo e toccando la posizione numero 63 di best rancking nel 2025.

E Bellucci non è stato un caso isolato.

Kopriva, Svrcina e Trungelliti: altri tre capitoli

Nella rosa di Selva Alta sono comparsi anche tre giocatori che raccontano altrettanto bene questa ricerca internazionale: Vit Kopriva, Dalibor Svrcina e Marco Trungelliti.

Kopriva era arrivato a Vigevano nel 2022 con un ranking di circa 146 ATP, insieme al francese Alexandre Muller, allora numero 149 del mondo. La scelta di entrambi veniva presentata dalla stessa FITP come l’inserimento di due giocatori stranieri già compresi nei primi 150 del ranking mondiale e considerati potenziali importanti rinforzi per il progetto Selva Alta.

Il ceco avrebbe poi continuato a frequentare stabilmente il circuito ATP, arrivando nel 2025 a chiudere l’anno al numero 102 del mondo e nel 2026 raggiungere il best ranking di 55 ATP.

Ancora più giovane era Dalibor Svrcina, altro nome entrato nel progetto Selva Alta. Il ceco aveva chiuso il 2023 al numero 165 ATP e il 2024 al numero 225, prima di vivere una stagione 2025 molto positiva, conclusa al numero 86 del mondo.

Un salto di ben 139 posizioni in un solo anno.

E poi c’è una storia particolare, quella di Marco Trungelliti.

Arrivato a Selva Alta nel 2025, l’argentino si presentava alla stagione autunnale di Serie A1 intorno alla 150ª posizione ATP. Nel 2026 è arrivato il salto più importante della sua carriera: a 36 anni ha raggiunto per la prima volta la Top 100, spingendosi fino al numero 76 ATP, nuovo best ranking.

Cinque nomi, dunque, che raccontano una storia abbastanza singolare: Selva Alta ha spesso scelto giocatori che non erano semplicemente nomi da utilizzare per rafforzare la formazione di Serie A1, ma tennisti ancora dentro un percorso di crescita.

Una coincidenza che ormai fa tendenza

Naturalmente sarebbe sbagliato sostenere che sia stato il passaggio a Vigevano a determinare la crescita di questi giocatori. Nel tennis professionistico entrano in gioco allenatori, programmazione, condizioni fisiche, tornei disputati, fiducia e moltissimi altri fattori.

Ma la sequenza è comunque curiosa.

Hoang, Bellucci, Kopriva, Svrcina, Trungelliti: giocatori arrivati a Selva Alta in momenti diversi e che hanno poi raggiunto, in seguito, posizioni importanti nel ranking ATP.

È proprio questa la parte più interessante del lavoro del club: non limitarsi a cercare il giocatore più forte disponibile, ma individuare il giocatore che potrebbe diventare ancora più forte.

E in una competizione come la Serie A1, dove le squadre possono schierare giocatori di livello internazionale, questa capacità di costruire una rosa diventa particolarmente importante.

La Federazione stessa, nel presentare la Serie A1, ha sottolineato il valore del campionato come strumento di crescita del movimento e come occasione per vedere nei circoli italiani numerosi giocatori di livello internazionale.

Ora il club di Vigevano si prepara a vivere un’altra stagione nella massima serie.

E ancora una volta, oltre al risultato della squadra, ci sarà una curiosità particolare da seguire: chi saranno i prossimi giocatori scelti da Selva Alta capaci di fare il salto di qualità nel circuito ATP?

La risposta comincerà ad arrivare da domenica 4 ottobre, alle ore 10, sul campo dell’Eur Sporting Club.

Poi, una settimana più tardi, sarà finalmente tempo di Serie A1 a Vigevano: l’11 ottobre Selva Alta ospiterà la Canottieri Casale.

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