Addio a Rino Tommasi, il “ComputeRino” che nel 2012 incantò Selva Alta e per decenni tutti gli appassionati di tennis

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Lutto nel mondo del giornalismo sportivo e dello sport. A 90 anni è scomparso Rino Tommasi, maestro indiscusso della cronaca tennistica e pugilistica, capace di unire competenza, ironia e passione in una carriera che ha attraversato oltre mezzo secolo. Nato a Verona il 23 febbraio 1934, Tommasi è stato un punto di riferimento per generazioni di appassionati, collaborando con testate come La Gazzetta dello Sport, Tuttosport e Il Messaggero. Ma non solo: come telecronista televisivo, insieme al compianto Gianni Clerici, ha rivoluzionato il linguaggio dello sport, creando una delle coppie più amate del commento sportivo.

A Selva Alta, Rino Tommasi ha lasciato un ricordo speciale. Era il 27 novembre 2012 quando il grande giornalista fu ospite del Circolo per la presentazione del suo libro Maledette classifiche. Fu una serata memorabile, in cui Tommasi, con il suo carisma e la sua enciclopedica memoria, affascinò il pubblico snocciolando aneddoti, dati e confronti sui campioni del tennis e della boxe, i due sport che amava profondamente. “Discipline tanto diverse e difficilmente accomunabili”, disse quella sera, ma con una nota di originalità aggiunse: “L’unico tennista che posso avvicinare a un pugile è Jimmy Connors, per la cattiveria con cui macinava gli avversari”.

Tommasi non era solo un narratore, ma anche un pensatore dello sport. Laureato in Scienze Politiche con una tesi sull’Organizzazione Internazionale dello Sport, portò sempre un’analisi lucida e appassionata, mai banale. Anche a Selva Alta, durante il dibattito sulle classifiche proposte nel suo libro, non mancò di ricordare che ogni graduatoria è opinabile e soggettiva. La discussione si accese, soprattutto sul quarto posto assegnato a Roger Federer, ma ciò che restò fu la grande capacità di Rino di coinvolgere e appassionare chiunque lo ascoltasse.

In un’intervista, Arthur Ashe gli disse scherzando: «Il computer ha fatto di te un disoccupato». Niente di più lontano dalla realtà: “ComputeRino”, come lo chiamava Clerici, è stato un archivio vivente di statistiche e curiosità, ma anche un uomo capace di trasmettere l’essenza dello sport, quella che insegna a vincere e a perdere, a essere sempre autentici.

Oggi il TennisPavese si unisce al cordoglio di tutti gli amici dello sport. Vogliamo ricordarti così, Rino: mentre parli di tennis e boxe con il tuo inconfondibile stile, in una serata tra amici a Selva Alta. Grazie di tutto, maestro.

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